La disfida di Palermo è ancora, nonostante il campionato già ripartito in pompa magna, negli occhi di tutti. Eppure nulla si è iniziato a muovere. Simbolo di tutto ciò: l’esclusione del Catania dal campionato di Serie C a tre giornate dal termine.

La Germania visse un momento molto similare ma ne è uscita costruendo un sistema che le permette, tanto a livello di club che a livello di nazionale, di essere sempre ai massimi livelli europei e mondiali. Da ormai un paio di decenni.

Provando a scindere il livello nazionale e quello dei campionati si vedrà come il sistema tedesco sia innovativo e democratico permettendo, così, una crescita dell’intero movimento, non facendo alcun affidamento su nulla se non sè stesso.

Die Mannschaft

Il declino della nazionale tedesca iniziò, guarda caso, proprio con l’Europeo vinto nel 1996.

Una qualificazione ai successivi mondiali di Francia stentata (in rimonta sull’Albania) in cui stentarono e non poco. Anche lì l’allora Vogts rimase in carica, ed anche qua le analogie si sprecano. Il gruppo invecchiava e non c’era modo di portare nuove leve a rinverdire la tradizione teutonica.

Seguirono tempi di appannamento e di risultati ondivaghi sino al Mondiale 2002, dove persero in finale dal Brasile (incontro che vide le due nazionali confrontarsi per la prima volta dalla creazione del massimo torneo).

Gli europei del 2004 chiusero definitivamente un ciclo grazie alle zero vittore nel girone.

Klinsmann portò nuovo entusiasmo e la possibilità di poter disputare un torneo da protagonisti in casa nel 2006. Renè Ferretti in Boris ce lo ha ricordato più volte nella famosa scena come finì quel mondiale per loro.

In questo lasso temporale, però, la DFB aveva già messo in moto un rinnovamento epocale partendo da un dato molto semplice, quasi banale ma di sicura efficacia: il Talentförderprogramm (programma di raccolta di talenti).

Il meccanismo è quello che segue: aumento del numero degli osservatori federali (circa 1300). Un pò come Bielsa quando divise l’Argentina per zone su una mappa ai tempi leprosi, ciascuno di loro ha il compito precipuo di setacciare, per zone di competenza, talenti tra  gli 11 e i 15 anni.

Quelli segnalati vengono convocati in uno dei 366 “Stützpunkte”: punti di raccolta.

In questi punti, il cui nome non è dei migliori – va detto, i ragazzini imparano la tecnica di base. Nessun percorso dedicato al fisico o a test atletici. Solo ed esclusivamente stop, palleggi, passaggi etc. L’abc del calcio.

Nelle accademie, quindi, non  si affibiano ruoli di campo. Fino ai 14 anni tutti fanno tutto. Solo dopo arriva la “specializzazione” ed è a totale discrezione dei tecnici.

Si passa, poi, ai Leistungszentren (i centri di formazione).

Riportando direttamente dal sito: “al secondo livello di promozione dei talenti, le accademie fungono da punto di contatto sportivo per i migliori talenti regionali. Gli indiscussi miglioramenti nella qualità dei giovani ed emergenti giocatori nel calcio tedesco non sono da ultimo il risultato di questo lavoro intensificato e ottimizzato dal punto di vista atletico delle accademie! 

Una promozione sportiva sistematica, intensiva e innovativa dei talenti in un ambiente altamente professionale è la base per preparare i potenziali giocatori per i successivi requisiti di qualità nel calcio con licenza. Alcune accademie di club con licenza hanno ora integrato con successo anche giovani calciatori di talento nelle loro squadre. 

Questo permette di giocare e allenarsi insieme in squadre miste. I giovani con prestazioni elevate beneficiano di un’istruzione calcistica di alto livello. I 36 club con licenza della Bundesliga e della Bundesliga 2 sono obbligati dallo statuto delle licenze a creare un centro di prestazioni per i talenti secondo criteri specificati. Anche i club dei campionati al di sotto delle due serie più alte in Germania, la 3a divisione e il campionato regionale, hanno l’opportunità di creare un centro di prestazioni. Sempre più club vogliono ottenere lo status di centro per spettacoli come sigillo di qualità per il loro lavoro giovanile. 

Attualmente ci sono 56 accademie in Germania

Non bastassero questi due primi step, anche i club sono obbligati a rispettare precisi parametri che coinvolgono sia il personale impiegato che le strutture. Nelle linee guida del sito della DFB si parla sempre di educazione. Tenuto conto che i piccoli calciatori devono anche proseguire gli studi: in tutta la Germania i club stipulano delle convenzioni con le Eliteschulen des Fussballs.

Tutto quanto viene sempre ed unicamente certificato da enti terzi esterni che verificano il rispetto di precisi parametri.

I controlli sono biennali.

Sulla scorta dei risultati e del punteggio che la Double Pass, ente belga, assegna (massimo sono tre stelle), ogni club, in base alla sua virtuosità, riceve un contributo federale da investire nel settore giovanile: per es. le tre stelle valgono più di 300mila euro per una stagione. Questi fondi provengono da un fondo di solidarietà che la Dfl rimpingua prendendo denaro destinato dalla Uefa per le qualificazioni alla Champions.

A ciò si aggiunga un dato politico e sociale: lo Ius Soli. Il tanto dibattuto tema nel Belpaese permette alle accademie, grazie alla legge sulla cittadinanza del governo Schröder nel 2002, di reclutare i tedeschi di seconda generazione che non debbono attendere i 18 anni per essere considerati tedeschi ma che lo sono, gisutamente, per diritto di nascita.

Die Bundesliga

Benchè il campionato tedesco non sia dei più “divertenti” da seguire per molti, nasconde un sistema che ne permette la competività, sia interna che esterna, ai massimi livelli.

Bildnummer: 05075477 Datum: 31.10.2009 Copyright: imago/Thomas Zimmermann

Innanzitutto si parta dal dato che in Germania, nel 1998, è stata introdotta la regola del 50+1. Essa consiste nell’obbligo che la maggioranza delle azioni  di un ogni club sia in mano ai tifosi. Ciò, come di evidenza, garantisce che nessun privato possa detenere il pacchetto di maggioranza. Il club che si tifa è, in parte, di proprietà del tifoso. Per legge (lo si ribadisce perchè pare una chimera).

Al fine gestionale, i tifosi azionisti sono riuniti in Eingetragener Verein, associazioni di interesse collettivo con finalità di pubblica utilità. Nella sola Bundesliga se ne contano 15 su 18 che controllano i rispettivi club grazie alla regola del ‘50%+1’. Ne sono escluse per tradizione storica Bayer Leverkusen, il VFL Wolfsburg e Hannover 96.

Grazie a questo controlli viene garantita la possibilità di eleggere i membri del consiglio di amministrazione,  di organizzazione di progetti comunitari etc. Dunque, si è pienamente inglobati nella vita del proprio club di appartenenza.

A questo dato, si aggiunga il meccanismo di redistribuzione dei diritti televisivi.

Essi vengono divisi in quattro parti come segue:

La quota maggioritaria, pari al 70% del totale incassato, tiene conto della classifica degli ultimi due anni in Bundesliga e Bundesliga 2: se il primo club riceverà l’1,69%, l’ultimo avrà lo 0,75%.

La seconda quota, pari al 23% del totale, prenderà in considerazione il percorso recente del club – i risultati degli ultimi cinque anni dividendo i 36 club in gruppi da sei e ciascun gruppo riceverà lo stesso trattamento.

Il 5%  terrà invece conto delle prestazioni degli ultimi 20 anni;

Il 2% rimanente verrà distribuito in proporzione in base alla valorizzazione dei giovani: saranno considerati i tedeschi fino a 23 anni e gli stranieri se entrati a far parte del club prima dei 18 anni.

Evidente la differenza abissale con la Serie A.

Numeri e idee appena esposti mi permettono di evitare qualunque improvvido e agghiacciante confronto. Sarebbe decisamente superfluo.

Le 900 pagine che il buon Divin Codino stilò quando era in Federazione, a cui vennero dedicati circa 15 minuti in sede di analisi dai vertici, potevano, forse, farci arrivare al prossimo mondiale con un sistema calcio moderno. Difatti, questo, ricalcava il pensiero teutonico in moltissimi suoi aspetti. Invece, Baggio si dimise.

Si preferì navigare a vista, nascondendo, fino all’esplosione, cumuli di macerie sotto il tappeto che, proprio nella gattopardesca sicilia, sono venuti a galla mostrando, ancora una volta, la completa arretratezza dell’ei fu “campionato più bello del mondo”.

Fonti consultate: link nel corpo del testo

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