Spesso nel linguaggio sportivo si sente parlare di “maledizione” o di “partita/porta stregata”. Non da ultimo, successivamente la semi finale di Coppa Campioni andata in scena al Bernabeu che ha visto Guardiola nuovamente capitolare a pochi passi dalle grandi orecchie, sono riecheggiate le parole che Yaya Tourè disse rivolgendosi a Pep: “Il boomerang tornerà, Pep. Vedrai cosa sono gli sciamani africani. Ricordalo sempre”.

La storia del Calcio ne è, naturalmente, piena di storie di maledizioni, riti sciamanici e stregoneria.

Avendo il Gioco radici popolari, essendo contenitore dei più disparati riti scaramantici (alzi la mano chi non ne ha uno tutto suo come se da quello dipendessero le sorti della propria squadra) ed avendo il caso (o fato), che dir si voglia, quale fattore imponderabile ad esso connesso, il credere che un rito possa deciderne i destini fa della magia nera una caratteristica principe di esso.

Qui ho provato a raccogliere tra le storie più o meno note sul tema.

La maledizione del Mayo County Board

Non è propriamente una storia legata al Calcio tout court ma a quello Gaelico.

Una singolare maledizione è associata al Mayo, una delle contee che partecipa all’All-Ireland Senior Football Championship. Non vince un titolo dal 1951. E sin qui nulla di particolare, se non fosse che ha perso tutte le ultime dieci finali  (1989199619972004200620122013201620172020) che ha disputato (prima nel 1989).

I tifosi sono convinti che sulla loro squadra si sia abbattuta la più nera sfortuna dovuta al “The curse of ’51“: dopo avere vinto l’ultimo All-Ireland, nel 1951 appunto, durante il viaggio di ritorno, la squadra, una volta arrivata a Foxford, non mostrò rispetto per un funerale che si stava tenendo sul posto. Il prete andò su tutte le furie e scagliò la maledizione, secondo la quale finché almeno un giocatore di quella formazione fosse rimasto in vita, Mayo non avrebbe più vinto l’All-Ireland.

Stando ad un articolo apparso sulla BBC, l’aneddoto è divenuto talmente di culto nel calcio gaelico che, oltre ad essere conosciuto da qualsiasi appassionato, ha indotto ad un approfondimento in seno alla parrocchia di Foxford. I risultati sono che emerga la palese infondatezza della storia poichè smentita sia dai ricordi delle persone ancora vive del villaggio, che non ricordano una concomitanza dell’arrivo della squadra e di un funerale, sia dei registri ecclesiastici, che per il 1951 non hanno visto annotato alcun decesso

La Magia Nera e il calcio Africano

L’Africa è il luogo ideale e quasi scontato dove l’intreccio tra magia nera e calcio si fa più fitto.

Arnold Ponnenborg, antropologo olandese, ha condotto un’inchiesta sulle connessioni tra pallone e animismo. Le evidenze, pubblicate in How to win a football match in Camerun, sono affascinanti.

La Mami Wata (Mamma Acqua) è divenuta la protettrice dei portieri. Se evocata, il suo intervento permette alla rete il cui portiere devoto protegge di rimanere inviolata.

Nel 2002 venne arrestato Thomas N’Kono, storico portiere camerunense che, assieme a Roger Milla, illunimarono i campi italiani durante il mondiale del 1990. Ebbene, vent’anni fa Thomas – viceallenatore dei leoni – venne accusato di voler sotterrare, nei pressi della porta avversaria, uno juju, un feticcio destinato a far trionfare la squadra di Et’o nella semifinale di Coppa d’Africa contro il Mali.

La Federazione Africana ha cominciato, da tempo, a volersi smarcare da queste pratiche bandendo i consiglieri spirituali che le nazionali si portavano nello staff. Ed a ben donde, visto che l’immagine che veniva al di fuori dei confini naturali africani pareva quella di qualche cartoon in bianco e nero anni ’50-’60.

Nel 1998, durante la partita di calcio Kenya contro Uganda, il portiere ugandese era stato oggetto di stregoneria da parte di un waganga (“Waganga” in Kiswahili, “Whitch doctors” in inglese, è il nome locale per definire il dottore che cura i pazienti con la stregoneria) e non riusciva a parare il pallone, si muoveva in maniera strana e goffa, perfino evidente ai telespettatori. Una volta intervistato, dopo la partita, confessò che al posto di vedere il pallone vedeva la testa di un toro avvicinarsi verso la porta.

Durante le recenti qualificazioni ai mondiali in Qatar, nel match, pareggiato, tra Burkina Faso e Algeria i media algerini hanno omaggiato un esorcista presente in tribuna. Parrebbe infatti che sugli spalti dello stadio Mustapha Tchaker fosse presente uno sciamano specializzato in esorcismi, contattato proprio dal tecnico algerino. Tale ingaggio, peraltro, sarebbe avvenuto non tanto in chiave offensiva quanto difensiva poichè il CT algerino era convinto che gli avversari avrebbero utilizzato la magia nera per fare risultato.

La maledizione del Garabato

Nel 1948 i proprietari della squadra colombiana dell’America de Cali discutevano sul possibile passaggio ad una lega professionistica. Uno dei proprietari, Benjamin Urrea detto “Garabato”, era fortemente contrario all’idea, arrivando ad affermare: “Se la squadra passa ai profesionisti, giuro su Dio che non sarà mai campione“. L’America de Cali dovette attendere ben 31 anni prima di vincere il primo titolo. Nel 1980, un rito esorcista eseguito sul campo permise di ribaltare la maledizione, concedendo alla squadra di vincere ben sette titoli nei seguenti dieci anni.

Fantasmi al St. Mary’s

Quando il Southampton lasciò il Dell per sbarcare nel nuovo stadio del St. Mary’s, parliamo del 2001, ci furono normali problemi di ambientamento da parte dei giocatori che però comportarono l’assenza di vittorie casalinghe. Al che la dirigenza decise di chiamare Cerridwen “DragonOak” Connelly, una strega pagana ed archeologa. Questa eseguì un rituale celtico basato sullo spruzzare acqua, tentando di allontanare ogni spirito malvagio.

Caso volle che quello stesso giorno il Southampton ottenne una convincente vittoria sul Charlton.

Qualche tempo dopo, Gordon Strachan disse: ”Se lei è cosi brava, può gestire l’allenamento per le prossime due settimane, così io posso giocare a golf mentre lei si libera dei fantasmi. Forse lei può giocare anche in attacco“. Ma i problemi ultraterreni del Southampton non finirono così.  Si diffuse voce, fondata, che un tifoso del Portsmouth (gli acerrimi rivali) che lavorava al campo di allenamento, seppellì una maglia dei Pompey all’interno dello stadio.

Per sorte dei Saints, il tifoso avversario pubblicò un video con l’esatta collocazione della maglia che non rese necessario rivolgersi a qualche occulto consulente e permise di rimuovere facilmente l’oggetto incriminato.

Il Boca e lo Sciamano e la maledizione della camiseta

Il Superclasico non è una partita ma LA Partita. Chiunque mastichi calcio lo sa perfettamente.

Da una parte il River con la classica maglia bianca attraversata diagonalmente da una banda rossa e, dall’altra, il Boca con la maglia azzurra e oro. Nessuna modifica. Nessun cambiamento. E’ un rito. E’ sacro.

Invece, proprio il 19 Marzo scorso, il Boca scese in campo con una maglia gialla. Lo smarrimento dei tifosi xeneizes era evidente. Perchè? Cosa è successo? Chi ha permesso che venisse stravolta la tradizione?

Ebbene, Giorgio Armas, astrologo, lettore dei tarocchi e grande tifoso del Boca avrebbe detto: “Domenica vestite di giallo“. Tutto officioso. Naturalmente. La voce, però, di questa consulenza esoterica girava per i corridoi della Bombonera dove rimbalzava la voce che la scelta della maglia fosse stata affidata ad una decisione sciamanica. Che cosa ha fatto la squadra? Ha indossato la camiseta gialla. Intervista da Olè Armas ha detto: “la Bombonera è sporca da molto tempo. Dal momento che il Boca ha fatto bene per molto tempo, ci hanno ferito con la magia nera brasiliana per abbatterci”.

Risultato finale? Vittoria del Boca per uno a zero al Monumental.

Tutte leggende, come quella più famosa e per questo non citata del Benfica lanciata da Bela Guttman – storico allenatore della squadra lusitana – dopo che la dirigenza non gli alzò l’ingaggio (Da qui a cento anni nessuna squadra portoghese sarà per due volte (consecutive) Campione d’Europa e senza di me il Benfica non vincerà mai una Coppa dei Campioni). 

Si dirà: tutte storie che lasciano il tempo che trovano, forze oscure e malefiche evocate da riti e intercessori sciamanici sono credenze che appartengono a chi non ha ancora attraversato l’illuminismo. Tutto verissimo. Eppure? Eppure l’evocazione del fato favorevole ognuno di noi la fa ogni maledetta domenica. Funzionano? Ci sembra di sì perchè le ripetiamo ossessivamente se portano ai risultati sperati o cerchiamo di trovarne di nuove in caso negativo.

La ragione non spiega l’imponderabile ed il calcio sappiamo esserne il più grande contenitore ma, del resto, lo amiamo e forse proprio per questo amore ci lasciamo trascinare nel suo lato più oscuro ed esoterico.

Fonte immagine copertina: link

Fonte consultata: Link nel corpo del testo

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